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COLLEGAMENTO
SORGENTI-AGNE-BURI

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Il Collegamento Sorgenti – Agne Buri è un itinerario d'alta quota che parte dai 1.000 metri del Poggione per snodarsi lungo lo spartiacque dello 00 (Sentiero Italia e Sentiero Europa 1). Un tracciato che divide le acque tra Tirreno e Adriatico, immerso in una faggeta spettacolare in ogni stagione.

Nato come fondamentale raccordo tra la rete delle sorgenti e il territorio dell'Agna e della Bure, questo collegamento racchiude un grande valore storico e paesaggistico: sfiora le leggende del Poggio al Pievano e i bunker della Linea Gotica, fino a intercettare il Grande Anello nei pressi dell'Acquifreddula e proseguire verso la Cascina di Spedaletto.

Pur nascendo come COLLEGAMENTO, il percorso può essere facilmente trasformato in un meraviglioso itinerario ad anello che entra nel cuore della riserva dell'Acquerino tocca siti storici importanti: l'insediamento altomedievale di Glozzano e l'austera e misteriosa Badia a Taona.

Il percorso

La partenza è dall'ampio pianoro del Poggione, a 1.000 metri d'altitudine, da cui s'imbocca una strada sterrata segnata come 00 — tracciato su cui si sovrappongono le grandi direttrici del Sentiero Italia (SI), del Sentiero Europa 1 (E1). Camminando lungo questo sentiero ci si trova letteralmente a cavallo dello spartiacque appenninico principale: un confine invisibile ma potente che divide la nostra penisola. A ogni passo, infatti, le acque a destra scivolano verso il bacino delle Buri e il Tirreno, mentre quelle a sinistra s'incanalano nei ripidi fossi delle Limentre verso Porretta e poi l'Adriatico.

Dopo pochi passi dalla partenza si giunge nei pressi del Poggio al Pievano, un luogo in cui la memoria popolare si fonde con la grande Storia. Un cartello qui posizionato racconta la leggenda del "termine del dannato": anticamente alcuni cippi in pietra segnavano i confini delle proprietà della famiglia Pazzi. Si narra che un abitante della valle spostò di nascosto uno di questi termini a vantaggio dei Pazzi e che, per questo suo gesto scellerato, fu colpito da una maledizione per cui ogni notte una pietra usciva dalla sua tomba.

Proprio partendo dalle suggestioni del Pievano, il cammino si intreccia con le vicende storiche del Novecento. Nel 1944 il Poggio al Pievano fu infatti trasformato dai tedeschi in un cruciale caposaldo militare della Linea Gotica: proseguendo lungo il percorso  sono tuttora visibili i resti di bunker e  postazioni difensive  affiancati da pannelli infografici che illustrano i drammatici eventi bellici qui vissuti e i reperti ritrovati sul campo.

L'intero tracciato si sviluppa immerso in una suggestiva faggeta che domina la vegetazione, capace di trasformare il paesaggio in ogni stagione: dalle esplosioni di rosso e oro nei mesi autunnali fino al piacevole e fresco riparo d'ombra nelle più torride giornate estive.

Continuando la camminata, prima di addentrarsi tra i boschi tutelati delle Riserve Naturali di Acquerino e Cantagallo, il sentiero intercetta il grande anello Agne - Buri. Nei pressi del Poggio dell'Acquifreddula si apre una scelta fondamentale per l'escursionista: scendere verso il fondovalle e la Chiesa di Valdibure oppure proseguire lungo il collegamento principale in direzione della storica Cascina di Spedaletto, secolare punto di sosta e rifugio per viandanti.

Giunti a Spedaletto, l'itinerario di rientro regala un tuffo nel cuore selvaggio dell'Acquerino. Scendendo fino al torrente presso il Ponte dei Rigoli, si risale lungo un'antica strada medievale che costeggia un limpido affluente della Limentra Orientale. Si attraversa così il suggestivo e remoto insediamento altomedievale di Glozzano, per poi salire fino ai piedi della celebre e solenne Badia a Taona, antico complesso monastico immerso nella foresta.

Da qui, con una breve e comoda passeggiata lungo il tratto asfaltato di viabilità locale, si rientra in pochi minuti alle auto al Poggione, chiudendo un anello perfetto di acqua, roccia, leggenda e storia.

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