DESCRIZIONE DEL PERCORSO
Un'opera collettiva tra mobilità dolce e valorizzazione locale
Nato nell'ambito del progetto dei "Cammini dell'Acqua" con il sostegno di Publiacqua e in stretta collaborazione con le Pro Loco di Fognano e di Montemurlo il collegamento Agne - Bagnolo unisce due valli ed ecosistemi contigui in un unico e suggestivo tracciato. L'itinerario non è soltanto una camminata immersa nel verde, ma un vero e proprio viaggio attraverso la storia dell'acqua e del lavoro dell'uomo.
Il percorso
Il sentiero unisce e percorre le valli dell’Agna e del Bagnolo seguendo antichi tracciati storici e paesaggistici, collegando piccoli borghi, testimonianze della memoria e angoli di natura selvaggia. Vi consigliamo di iniziare l’itinerario dal monumento “Il sacrificio. Una morte per una vita” dello scultore fognanese Jorio Vivarelli e attraversando la parte più antica del paese di Fognano, proseguuire verso il guado di Pantiera dove si trova un tabernacolo che ricorda l’uccisione di sette civili e la distruzione del paese di Striglianella avvenuta il 4 agosto 1944.
Salita a Reticaia
Superata l’Agna su di un suggestivo ponte in legno costruito dagli Alpini, il sentiero comincia a salire, immerso nella vegetazione, fino a raggiungere località “Reticaia” dove sono i resti della chiesa romanica dedicata a San Giusto (sec. XI), che in antico fu la chiesa parrocchiale per gli abitanti della zona, e, poco sopra, di una torre di controllo, di forma cilindrica, ormai quasi in completa rovina.
Da Reticaia il sentiero prosegue in salita, prima in mezzo a un’oliveta e poi al bosco, fino a raggiungere lo spartiacque tra le due valli e la località “Javello”, dove la vista si apre ampia sulla pianura e i monti circostanti.
Dalla Fattoria di Javello a Massacorbi
In questo luogo, strategico per il controllo del territorio e della viabilità, in epoca longobarda sorse un castello che verso la fine dell’XI secolo divenne possesso, con quello di Montemurlo, dei Conti Guidi. In seguito, l’edificio ha avuto vari proprietari fino ad essere trasformato nell’attuale Fattoria con i suoi monumentali alberi che dominano la tenuta.
Proseguendo sempre attraverso il bosco, il sentiero raggiunge il balcone naturale di Massacorbi, che offre una vista privilegiata sulla spettacolare cascata omonima e sulla sua parete rocciosa oltre che sulla pianura sottostante
La discesa verso la villa del Barone e il rientro ad anello
Da questo momento il sentiero comincia a scendere, raggiunge località “I termini” e poi, intercettando il Cammino di San Jacopo, si innesta nel sentiero del Bagnolo.
Poi prosegue verso la monumentale cinquecentesca Villa del Barone, il Castello della Rocca di Montemurlo e l’abbazia di San Salvatore in Agna a Montale, da dove, seguendo La strada del Longobardi e completando un percorso ad anello, torna al punto di partenza a Fognano.
Inquadramento Paesaggistico
Dal punto di vista paesaggistico e geografico, l'itinerario del collegamento Agne - Bagnolo rappresenta una sintesi perfetta delle peculiarità dell'Appennino e delle sue propaggini collinari.
Il cammino muove dai fondovalle dove l'acqua è la vera protagonista, alimentando una ricca vegetazione ripariale, rigogliose distese di felci e specie botaniche legate all'umidità.
Man mano che il sentiero sale verso i sei-settecento metri di quota tra la storica Fattoria di Javello e la località I Termini, il paesaggio cambia gradualmente volto. I castagneti secolari, prezioso patrimonio della tradizione contadina locale, cedono passo dopo passo il posto a boschi misti di quercia, cerro e faggio, aprendo d'improvviso scorci panoramici e ampi respiri sulla piana sottostante e sulle valli circostanti.
Infine, scendendo verso Bagnolo e l'elegante profilo della Villa del Barone, il paesaggio ritrova un'impronta umana incredibilmente armonica. Tra antichi mulini, briglie d'acqua, secolari terrazzamenti in pietra e distese di ulivi, il tracciato racconta il profondo ed equilibrato legame che da sempre unisce la comunità al suo territorio.
Con l'occhio del geologo
Il territorio attraversato dal percorso racchiude un'articolata storia geologica, figlia dell'orogenesi appenninica. La struttura del rilievo è plasmata dalle formazioni di Macigno, potenti banchi arenacei depositati in antichi fondali marini e poi sollevati dalle spinte tettoniche, che si alternano alle argilliti e ai calcari delle Unità Liguridi. L'azione millenaria dei corsi d'acqua ha inciso profondamente la roccia, modellando fossi stretti e zone di forra dove l'erosione mette a nudo gli strati rocciosi.
In questo contesto spicca la falesia di Massacorbi, imponente parete verticale di arenaria che affiora come un vero e proprio bastione naturale attorno ai 600 metri di quota. Questo grande affioramento roccioso, oggi punto di riferimento anche per l'arrampicata, testimonia la natura severa e la complessa architettura sotterranea del massiccio di Javello.


















