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  • VA.LENTINA

Il gilet da trekking e il teorema della cipolla

Cari amici, se c’è una cosa su cui non ho dubbi è l’importanza della cipolla.

Quando esci in escursione, non cambia nulla se sei Rambo o Mamma Roma: avrai caldo e avrai freddo.

Funziona un po’ come con le vampate della menopausa, il caldo ti farà sudare e il sudore raffredderà il tuo corpo; del resto, la funzione della sudorazione è quella, è un meccanismo molto semplice di autoregolazione della temperatura del corpo.

Se poi aggiungi il vento, il sole, la pioggia e tutto il resto non hai scampo, devi organizzare bene il tuo outfit, peggio di una serata di gala e, in qualche caso, persino più costoso. Ma non è detto.

Quindi, dovrai vestirti a strati.

Dovrai sempre avere un tessuto tecnico traspirante a contatto della pelle; se siamo in inverno è consigliato un intimo termico, calzamaglia compresa.

Poi, anche a Ferragosto, devi avere nello zaino uno strato termico, meglio se tecnico, pile o micropile, o light shell.

Poi c’è il secondo strato caldo, che a seconda dell’altitudine, della stagione, e dei gusti personali, potrà essere un softshell o un piumino leggero, tipo quelli da arrampicata, o, se preferisci, il classico gilet da trekking.

Infine, c’è il terzo strato: devi sempre avere con te un guscio antivento e antipioggia, possibilmente in goretex, o comunque in una membrana che garantisca al tempo stesso isolamento e traspirabilità.

Per la parte di sotto è importante coprire i piedi con calze calde e al tempo stesso traspiranti; ottime quelle in lana merinos, che però tendono a indurirsi se cammini molto a lungo. Anche per i piedi vale il solito principio: mantenere il calore del corpo senza rinunciare alla traspirazione. Se i piedi si scaldano eccessivamente, sudano e a quel punto diventano freddissimi.

I pantaloni devono essere lunghi, in tessuto tecnico, che si asciughi velocemente, sia in caso di pioggia che di sudorazione abbondante. In inverno potrai sceglierne di leggermente felpati e indossare sotto una calzamaglia tecnica.

Ora veniamo alle dolenti note: se vuoi una monturina davvero top, dall’intimo alla membrana, preparati a spendere molti molti soldi: ci avviciniamo ai 1000 Euro.

Altrimenti puoi scegliere di affidarti a marchi e membrane super affidabili per il guscio, e per l’intimo e accontentarti della grande distribuzione per lo strato calore.

Altrimenti c’è l’opzione Martina: si parte da una muta economica, poi si costruisce un po’ alla volta quella tecnica, di marca, a prova di strappo, di vento, di pioggia, di sudore, resistente persino ai raggi gamma, magari aspettando le svendite, magari ripiegando sui colorini pastello che sono rimasti invenduti.

Si narra che la prima volta che la GAE Martina è uscita in escursione con una guida Alpina, indossasse un vestimento sui toni del celeste, frutto appunto di vari acquisti in saldo, e che sia stata accolta da un simpaticissimo: <<Oh, bada, oggi c’è anche Puffetta>>.

Insomma, puffati quel che ti serve e comincia a uscire in escursione. Meglio con una Guida Ambientale Escursionistica.

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